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Sanremo: presentazione libro ‘Morte di un Blasfemo’ di Francesca Milano

Il volume è dedicato a Shahbaz Bhatti politico-martire in Pakistan, di famiglia cattolica, ucciso nel 2011 da un gruppo di terroristi talebani

Venerdì 19 aprile, alle ore 16.30, presso l'Istituto di diritti Umanitari a Villa Ormond di Sanremo, si terrà la presentazione del libro ‘Morte di un Blasfemo’ della scrittrice e giornalista de ‘Il Sole 24 ore’ Francesca Milano.

“Il libro – spiega il presidente del club Unesco Sanremo Ciro Esse - è dedicato a Shahbaz Bhatti politico-martire in Pakistan, di famiglia cattolica, attento ai poveri, agli oppressi e ai bisognosi; ucciso nel 2011 da un gruppo di terroristi talebani. Interverrà al dibattito, oltre la Segretaria Generale dell'Istituto Stefania Baldini, il giornalista di origine Pakistana Ahmad Ejaz, impegnato per i diritti delle e degli immigrati è inoltre parte attiva nei dialoghi con le istituzioni sull'Islam in Italia, forte sostenitore di un Islam moderato ed è anche uno dei componenti della Consulta islamica presso il Ministero dell'Interno. 

Francesca Milano è laureata in Scienze della Comunicazione a Perugia, ha conseguito un master in Investigazione Criminale presso la Sapienza di Roma ed ha frequentato la Scuola di giornalismo presso l'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli.

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آخری تازہ کاری بوقت پیر, 15 اپریل 2013 08:08

Comunicato Stampa

 

La comunitá cristiana pakistana in Italia, nella rappresentanza dell'associazione P.O.C.O. ( Pakistan Orient Christian Organization), è profondamente sconcertata e addolorata per quanto accaduto alla minoranza cristiana residente nel circondario di Lahore (Pakistan). Purtroppo continuano gli atti vessatori, intolleranti ed estremamente violenti contro una parte della popolazione pakistana, in nome della religione, da parte di fondamentalisti che si arrogano il diritto di decidere delle sorti della vita di chi appartiene ad un altro credo. Il Pakistan non potrá mai progredire ed essere un significativo esempio di dialogo ecumenico, se l'ignoranza di un substrato della popolazione continua ad infliggere paura, maltrattamenti ed a condizionare la popolazione nell'agire quotidiano. Apprezziamo l'intervento del presidente della Corte Suprema Pakistana, nella persona dell'avv. Iftikhan Mohammed Chaudry, per la prontezza  e competenza nel risolvere codesta criticitá. Naturalmente continuiamo nel percorso del dialogo interreligioso insieme ai nostri fratelli musulmani, coinvolgendo la societá pakistana in tutti i suoi strati sociali, per creare uno stato in cui regni una pacifica convivenza.

 

Adan Farhaj
Vice presidente P.O.C.O.
0039-3205543569

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آخری تازہ کاری بوقت پیر, 11 مارچ 2013 19:40

La mia esperienza in Italia

      

Mi chiamo Hina syed ,ho 16 anni e sono una ragazza pakistana. Sono in Italia da quasi due anni,abito a Bologna con la mia famiglia.

Vorrei raccontare la mia esperienza in Italia.

Sono arrivata in Italia per studiare anche perché mio padre che lavorava in Italia da 20 anni, e io sentivo la mancanza dell’ amore di mio padre perché da tanto tempo non lo vedevo.

 

Quando ho sentito che ci saremmo spostati in Italia avevo un grande sorriso e i miei occhi splendevano a causa della felicità: ho detto a tutte le mie amiche: ora “vado in Italia virerò con il mio padre”.

I giorni passavano in fretta e finalmente è arrivato il giorno della partenza.

 

Ci Abbiamo messo 8 ore in aereo, quando sono arrivata all’ aeroporto mio padre ci aspettava.

 Appena l’ ho visto sentivo una pace dentro di sé e pensavo finalmente: “la mia famiglia è completa”.

Siamo arrivati a Bologna e dopo una settimana sono andata a scuola, ero in terza media.

 

Appena sono entrata ho visto come le cose sono diverse rispetto al Pakistan.

Ho iniziato a paragonarle ma la cosa che mi dava fastidio era che non conoscevo neanche una parola in italiano e non riuscivo a capire.

E’ stato un periodo difficile, anche perché sono state poche le persone che parlavano, o volevano parlare in inglese ed anche quelle che volevano rispondere a ciò che chiedevo.

Mi sono trovata bene con gli insegnanti perché erano molto gentili con me, anche i miei compagni erano molto gentili ma io non riuscivo a parlare con loro anche perché ero timida. Mi sentivo come se la mia vita fosse cambiata completamente: sono nata di nuovo, dovevo imparare tutto da capo.

In una città come Bologna, che è “strutturata come un ragno”, all’inizio mi perdevo spesso e quando chiedevo un’indicazione, è capitato che non mi guardassero neanche oppure che mi rispondessero qualcosa di sbagliato..

Anche per quanto riguarda il cibo, è stato incredibile scoprire come le persone siano così affezionate al cibo italiano, al punto che qualsiasi altra cosa non la mangiano e quando io cucinavo qualcosa di tipico del mio paese, mi dicevano che è strano come mischiamo il cibo tutto insieme.

Comunque tutto questo mi ha spinta, ogni volta di più e con più forza, ad imparare l’italiano e a saperlo parlare correttamente. Infatti dopo soli 2 mesi già riuscivo a parlare in italiano con diverse persone,

Tutto questo mi ha fatto credere di più in tutte le mie capacità, ma mi ha anche fatto capire che ancora esiste qualche discriminazione in Italia.

Grazie a questa esperienza sono entrata in contatto con la cultura italiana, ho capito che gli italiani sono orgogliosi del proprio paese e delle proprie tradizioni e questa mi sembra una cosa buona.

 Un altro episodio positivo è stato quando sono stata in ospedale e nessuno mi ha fatto problemi per il fatto di essere straniera, anzi mi hanno dato tutto il supporto di cui avevo bisogno. Ovvio, questa è la mia esperienza personale,

In poche parole mi piace l’ Italia.

                       

                 

 

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آخری تازہ کاری بوقت جمعرات, 28 فروری 2013 09:51

Shehr me ek larki

                   

Har larki ki tarhan jab mein b Italy ai to apne sath boht se khuwab le k aii in khuwabun mein sab se bara khuwab tha Par-likh k bashaur banna , lykin in khuwabun ki duniya se jab mein ne hakikat mein kadam rakha to haqikat is k bilkul mutradaf thi.

Italy mein rehne wali pakistani larkiyun ko pingare ki mena kehna galt na hoga, meri tarhan yahan or b boht c larkiyan hon gi jo parna chahty hain lykin apne ghar walun ki be-bunyad pabandiyun se har man k keed ho k reh jaty hain. Jesa k sab jante hain italy mein rehne wale logun ki bari tadat dehat se hai , or ye log apni soch kabhi badalte nahi or agar koi badalna chahe b to use buri nigahun ka samna karna parta hai.
Larkiyun ko taleem k zevar se arasta na karne ki sab se bhari waja to hai logun ki sunni sunai batun pe amal.jab ye dehat k log italian logun ka azaad  rehan sehan dekhte hain to in k liye ye bat kisi ajube se kaam nahi hoty is dar se k in ki betiyan b azadi ki khuwaish karen gi wo in ki taleem pe pabandi laga dete hain.

Our dusri waja ye k dehat k logun ne pakistani labas ko Islami labas samj liya hai un k mutabik shalwar kameez pehne wala hi sahi mainu mein musalman hai wo apni betiyun ko jeans pehne ki ijazat nahi dete or mard khud jeans mein nazar ate hain serf is liye kyun k unk kheyal se wo mard hain or jo wo karen wo jaiz hai, eak aise mulk mein rehna jin ka komi libas jeans & shirt hai wahan jab pakistani larkiyan Shalwar kamez pehan kar bahar nikalty hain to kisi ajeeb duniya se aae huwe insan ka manzar pesh karty hain rah mein chalta huwa har italian dekhta hai inko har koi dil mein apni eak raae kaim karta hai or wo raae manfi hoty hai. Pakistani larkiyan be-zuban guriya c nazar aty hain kyun k in k walden ine na to zuban sikhne dete hain or na hi school jane dete hain , or jin k betiyan yahin peda hoti hain unko unki pedaish k sath pakistan muntakil kar diya jata phr kabhi zindagi mein moka mile to wo wapis aty hain us taleem k sath jo uno ne pakistan se hasil ki hoty hai our usi k sath un k parhai khatm ho jaty hai kyun k yahan to un k walden une parne ki ijazat nahi dete .

Kiya hamri koom kabhi tarakki nahi kare gi ?

Kiya aj b hm purani ravayat k sath chalte rahen ge ?

Kiya eak larki ko taleem hasil karne ka koi haq nahi ?

Mahi Ali Bologna Italy
28-01-1997

http://facebook.com/mahi.ali28jan1997

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Ministero degli Affari Esteri incontra La Ministra Hina Rabbani Khar

Articolo a cura di Rema Naeem

Venerdì 1 febbraio è stato presentato presso il Ministero degli Affari Esteri, alla presenza dei ministri degli Esteri italiano e pakistano, Giulio Terzi e Hina Rabbani Khar, il volume “Churches of Pakistan” tradotto in italiano, una raccolta di fotografie e testi che descrivono le numerose chiese in piedi oggi in Pakistan. Dai campanili costruiti in stile vittoriano alla moda romanica della chiesa di San Lorenzo, il libro mette in evidenza l’evoluzione dell’architettura, nonché la diffusione e la durata del cristianesimo nel paese orientale. “Il Pakistan è un giovane paese con una storia antica e una tradizione culturale- ha affermato il ministro Terzi -È stato il centro di imperi potenti e la culla di culture e i luoghi di culto abbelliscono il suo paesaggio”. “A oggi  i cristiani costituiscono circa il 2 per cento dei 190 milioni di abitanti del Pakistan, il 97 per cento dei quali sono musulmani. Questi dati danno una chiara idea della sfida che il governo pakistano affronta nei suoi sforzi per difendere il loro diritto a praticare la fede e vivere come una comunità socialmente integrata”, ha aggiunto Terzi, sottolineando tra l’altro il ruolo del consigliere speciale del premier pakistano per i diritti umani, Paul Bhatti, fratello di Shahbaz Bhatti, ministro per le minoranze ucciso nel marzo 2011. Invece il ministro pakistano, Hina Rabbani Khar, ha sottolineato che il dialogo tra il Pakistan e l’Italia favorirà la tolleranza, la comprensione reciproca e il rispetto per la pace e l’armonia. Alla presentazione del libro era presente anche l'ambasciatrice pakistana, Tehmina Janjua.

 

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آخری تازہ کاری بوقت پیر, 04 فروری 2013 21:23