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Appello Alla comunità pakistana della Lomardia

Per la prima volta si presente un’opportunità per essere presenti alle politiche regionali con la presenza del giovane avvocato Reas Syed classe ’84 , che si presenta nelle liste del PD e si rivolge a tutti i pakistani con la cittadinanza italiana per un sostegno affinché il suo e il vostro sogno si possa realizzare con un semplice  gesto, scrivendo il suo nome nella scheda elettorale. Bisogna ricordare che la democrazia e integrazione passano per la partecipazione.

La Biografia di Reas Syed

 

Sono nato in Pakistan il 13 giugno 1984. Quando avevo otto anni, i miei genitori hanno deciso che l’Italia sarebbe stato il Paese in cui avrebbero costruito il futuro della nostra famiglia. E così, dal giugno 1993 vivo a Milano.
Dopo le scuole elementari in via Casati e le medie in via San Gregorio, ho frequentato  il  liceo scientifico statale “Alessandro Volta”. Ho completato la mia formazione con la laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano nel dicembre del 2009.

Durante l’ultimo anno di università ho partecipato a una competizione internazionale in materia di arbitrato in materia commerciale (“The annual Willem C. Vis International Commercial Arbitration Moot” XVII edition). A contendersi il titolo, oltre 200 atenei (tra i migliori al mondo).
La competizione verte sull’analisi giuridica di rapporti commerciali internazionali e si svolge attraverso simulazioni di procedimenti arbitrali in inglese tramite redazione di memoranda e presentazioni orali delle controversie. Grazie al nostro lavoro, per la prima volta una squadra italiana è arrivata alle fasi finali della competizione. Da allora sono coach della squadra dell’Università degli Studi di Milano che partecipa alle varie edizioni della stessa competizione.

Tra il 2010 e il 2012 ho fatto parte della “Rete G2 – Seconde generazioni“, organizzazione fondata dai figli di immigrati nati e/o cresciuti in Italia che ha come obiettivo principale la modifica della legge sulla cittadinanza (5 febbraio 1991, n. 92). “Rete G2″ è stata tra i promotori della proposta di legge di iniziativa popolare “L’Italia sono anch’io” per chiedere la concessione della cittadinanza ai numerosi bambini, figli di migranti, che nascono in Italia.

Sono stato tra gli autori del blog “La città nuova” del Corriere della sera. Ho scritto di  cittadinanza, partecipazione, nuove generazione, delle opportunità che offre la diversità, dell’identità ma soprattutto di diritti.

Vota Reas Syed

Candidato alle elezioni Regionali – Milano e Provincia

 

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آخری تازہ کاری بوقت اتوار, 03 فروری 2013 17:04

Tanti auguri Abdullah!

di Rema Naeem

 

 

Tanti auguri Abdullah! Domenica 30 dicembre 2012  il piccolo Abdullah, nipote di Haji Jabbar e figlio di Fahed Jabbar e Aamna Fahed ha compiuto due anni. La festa di compleanno si è svolta nel ristorante indiano “Taj Mahal” sulla Casilina. Il pranzo è stato ottimo. Pollo speziato, bryani e haleem sono state le pietanze principali, accompagnate da varie salse. Ed infine ecco uno dei momenti più attesi di una festa di compleanno: il taglio della torta! Accompagnato da un scatenato “Happy birthday to you…”. 

 

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Pakistani richiedenti asilo manifestano in piazza

Roma, 21 dicembre 2012 alle ore 10 una cinquantina di pakistani e bengalesi sfidando le previsioni dei Maya sono scesi in piazza. L’appuntamento era troppo importante per non esserci bisognava manifestare per i diritti negati. Piazza Sant’Apostoli è stata il loro palcoscenico da dove gridare giustizia. Scappati dall’ultima guerra civile di Libia dove lavoravano come operai sono arrivati in Italia con i barconi della speranza. Tutti hanno chiesto asilo politico. Ora aspettano la risposta della Commissione per i Rifugiati. I manifestanti accusano la Commissione di non aver preso in considerazione la loro richiesta in quanto pakistani e bengalesi mentre altri stranieri hanno ricevuto l’asilo politico. Il gruppo di manifestanti è riuscito a strappare alla Commissione la promessa per un successivo appuntamento fissato per il prossimo 27 di dicembre. Però i malumori rimangono, poca speranza traspare dai loro volti sconvolti da mesi passati nei centri d’accoglienza. Non soddisfatti sciolgono la loro manifestazione pacifica e ripongono i loro striscioni sui quali c’era scritto: “Diritti umani per tutti, pakistani e bengalesi chiedono asilo politico, non negate i nostri diritti” .

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آخری تازہ کاری بوقت جمعہ, 21 دسمبر 2012 21:05

NON ABBANDONARE LA POPOLAZIONE

12:09
“Il lavoro delle organizzazioni internazionali in quella zona del Pakistan sta diventando sempre più rischioso. L’uccisione dei tre volontari è, per i talebani, un modo di dire: ‘qui comandiamo noi’. Dietro c’è un progetto egemonico per eliminare completamente tutto ciò che è occidentale. Bisogna quindi utilizzare altre tecniche, ma non abbandonare la popolazione, che ha molto bisogno”. Questo è il parere, espresso al Sir, di Ejaz Ahmad, mediatore culturale del Forum intercultura della Caritas di Roma e direttore della rivista dei pakistani in Italia “Azad”, a proposito dell’uccisione, a Peshawar, di tre volontari che lavoravano nei programmi di vaccinazione anti-polio dell’Organizzazione mondiale della sanità e dell’Onu. “Dal mese di giugno - conferma Ahmad - i talebani stanno facendo circolare la voce che si tratta invece di una campagna di sterilizzazione e di operazioni di spionaggio. I talebani considerano spie tutte le organizzazioni umanitarie e non sopportano nessun tipo di ingerenza che provenga dall’Occidente. Il loro proposito è di eliminare completamente dall’area tutto ciò che è occidentale e diventare totalmente padroni del territorio”. Quest’opera di propaganda, precisa, “ha molta presa sull’opinione pubblica locale perché la gente non è scolarizzata, c’è tantissima povertà”. (segue)


12:10
Ahmad teme che le organizzazioni umanitarie, per evitare altri rischi, lascino l’area, “come è già successo in Balochistan”. “Ma non devono abbandonare la popolazione - dice - perché c’è molto bisogno di vaccinazioni e di tutte le iniziative per contrastare la povertà”. Il suo consiglio è di “coinvolgere maggiormente la società civile”, anche “utilizzando degli stratagemmi o tecniche, ad esempio cambiando i nomi delle organizzazioni umanitarie, per non far capire che si tratta di occidentali”. E comunque, precisa, “qui in Occidente si fanno spesso troppe semplificazioni dicendo che i talebani sono cattivi. In realtà il loro modo di agire fa parte della loro cultura. In quella zona si fabbricano le armi da soli, perfino i kalashnikov, perché la loro interpretazione del Corano dice che ogni pashtun deve possedere un arma. Rendiamoci conto però che non è una mentalità troppo diversa da chi, negli Stati Uniti, dice che i maestri della scuola dove è stata fatta la strage, dovevano essere armati. Oppure mandano i propri figli a scuola armati”.

 

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Le melodie Sufi nella città eterna

di Rema Naeem 

 

Due serate speciali dedicate a diffondere i messaggi di pace e amore attraverso il linguaggio universale della musica. Questo il tema dei concerti che si sono svolti nei seguenti giorni: il 6 dicembre presso l’Ambasciata del Pakistan in via della Camiluccia ed il 7 dicembre presso la sala Baldini in Piazza Campitelli. L’evento è stato organizzato grazie alla collaborazione dell’Ambasciata del Pakistan nell’ambito del Festival musicale delle nazioni. Il concerto è stato diretto dal maestro Ustad Shafqat Ali Khan,  provenite dalla rinomata famiglia pakistana Sham Chaurasi che, per tradizione, vanta un forte legame con la musica classica da generazioni. In queste serate il maestro ha tradotto la poesia sufi e popolare pakistana in classici ragas. Apriamo una piccola parentesi su questo tipo di musica, conosciuta anche con il nome di Qawali. La musica classica pakistana è caratterizzata da due elementi principali la Sur (la nota musicale) ed il lai (il ritmo). L'organizzazione sistematica delle note nella scala musicale viene detta Raag. Ogni raag è contraddistinta da una propria forma caratteristica ma, in ogni performance, l’improvvisazione del maestro gioca un ruolo fondamentale. La musica classica viene tradizionalmente trasmessa di generazione in generazione all’interno della famiglia. Queste famiglie, meglio conosciute come Gharanas, rappresentano i custodi di un patrimonio musicale che è stato tramandato di padre in figlio nel corso dei secoli. Tra le famiglie più famose possiamo ricordare la Patyala Gharana, la Sham Chaurasi Gharan e la Qawal Bacha Gharana. I poeti sufi rappresentavano gli apostoli di tutte le forme di amore, tolleranza e umanesimo. Il loro amore per Dio si esprime nel loro amore per l'uomo e per tutte le creature di Dio. Rifiutando il bigottismo e la ristrettezza mentale, cercano una interpretazione mistica della religione. Nella loro poesia, l'amore assume un significato sublime. Dopo questa piccola spiegazione torniamo alla nostra serata. E’ stata un’ora intensa di concerto difficile da raccontare ma bella ed intensa da vivere. Strumenti tradizionali: ecco quali e come sono. Abbiamo la Tabla è uno strumento a percussione popolare usato nella musica classica e devozionale. Si ritiene che tale strumento sia stato inventato nel XIII secolo dal poeta sufi Amir Khusrau. Composto da una coppia di tamburi di dimensioni contrastanti, la tabla richiede un ampio uso delle dita e dei palmi delle mani in varie configurazioni al fine di creare una grande varietà di suoni diversi. Il Sarangi è uno strumento ad arco, dotato di corde. Il suo suono assomiglia alla voce umana. La parola stessa sarangi significa strumento di 100 colori grazie alla sua capacità di produrre una vasta gamma di suoni. L’Harmonium è uno strumento a tastiera pompato a mano in cui il suono viene prodotto dal passaggio dell’aria attraverso una serie di canne. Grazie alla sua facilità di trasporto nonchè alla sua affidabilità, l’ harmonium è uno degli strumenti principali nei concerti di musica classica e devozionali, incluso nei concerti qawali. Il Surmandal è uno strumento simile all’arpa e viene utilizzato come accompagnamento dei brani vocali di musica classica. E’ in grado di produrre un gran numero di note; infatti, il suo nome significa "gruppi di note".

 

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