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Cittadinanza onoraria di Roma a Malala Yousafzai

di Rema Naeem

L’assemblea capitolina ha approvato all’unanimità la proposta di delibera 104 per il conferimento della cittadinanza onoraria di Roma a Malala Yousafzai, la bambina pakistana di 15 anni impegnata in favore del diritto all’istruzione delle donne. “Oggi per iniziativa della commissione delle elette conferiamo la cittadinanza onoraria a Malala, che rappresenta per noi un simbolo molto importante da diversi punti di vista. Il primo è quello della parità dei diritti, dell’attenzione alla condizione femminile, che deve avvenire in ogni parte del mondo - ha detto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, nel suo intervento in aula - Una sfida che ci deve far riflettere perché la parità dei diritti è una sfida aperta in ogni continente, in ogni nazione. Poi il diritto allo studio che emancipa le persone, che permette di entrare dentro una dimensione culturale, di avere degli strumenti per comunicare e per affermare i propri diritti. ‘Dateci una penna per scrivere prima che qualcuno armi le nostre mani’, è la frase scritta da Malala: da questo messaggio si comprende quanto sia importante poter avere persone, donne, giovani, che accedendo allo strumento culturale, riescono a comunicare in una dimensione globale”. Alemanno continua: “Questa cittadinanza onoraria ci permette anche di comprendere la profonda differenza tra appartenenza religiosa e fondamentalismo. Noi condanniamo il fondamentalismo dei talebani che hanno cercato di uccidere questa ragazza ma apprezziamo un paese come il Pakistan che, fermo restando la sua identità islamica, riesce ad affermare con molta chiarezza diritti importanti. Si può e si deve trovare percorsi di modernizzazione e di crescita su ogni identità culturale e religiosa. Oggi lanciamo un importante messaggio di vicinanza al Pakistan e a una persona che merita tutto il nostro rispetto, e crediamo di creare un ponte di amicizia profonda. Malala sta nei nostri cuori e speriamo di poterla un giorno accogliere in questa città perché oggi la sentiamo parte di noi stessi”. Il presidente della commissione delle elette e prima firmataria della proposta, Monica Cirnnà, ha ringraziato “l’aula e il sindaco per aver votato e conferito la cittadinanza onoraria a Malala proprio oggi, il giorno dopo la giornata contro la violenza sulle donne”. “Conferire oggi la cittadinanza onoraria a Malala - ha detto il presidente dell’aula, Marco Pomarici - oltre ad essere un orgoglio, rappresenta per la città di Roma la manifestazione più sentita di ammirazione e solidarietà nei confronti di questa giovane ragazza che é diventata l’emblema della lotta per la libertà”. La cittadinanza onoraria é stata consegnata nelle mani dell’ambasciatrice pakistana in Italia, Tehmina Janjua: “Volevo ringraziare la città di Roma per conto del popolo del Pakistan. Malala ha combattuto valorosamente nel distretto dello Swat, ha lottato per il diritto insieme alle altre donne per il loro legittimo ruolo nella società”.

 

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Conferenza dell’ Interpol a Roma, ha partecipato anche il Ministro Rehman Malik

di Rema Naeem 

 

Il Ministro degli Interni del Pakistan, Rehman Malik, è arrivato a Roma per rappresentare il proprio paese nell’ 81esima Assemblea Generale dell’Interpol, l’organizzazione internazionale di polizia criminale. In onore di questa Assemblea, che si svolgerà dal 5 all’8 novembre 2012 presso l’Hotel Rome Cavalieri, in Via Cadlolo, la Questura di Roma ha disposto provvedimenti di interdizione al traffico, rimozione veicoli e contenitori di rifiuti lungo le strade interessate dal passaggio delle delegazioni che partecipano ai lavori. Questa sarà l’edizione con un record di partecipazione di delegazioni di altrettanti paesi presenti. Infatti in questa 81esima edizione saranno presenti 103 Ministri degli Interni, 81 capi della polizia provenienti da tutto il mondo e 1.100 delegati di 168 Paesi che discuteranno di sicurezza, di criminalità organizzata e terrorismo. Nella giornata di lunedì il Ministro degli Interni, Annamaria Cancellieri, aprendo l’incontro ministeriale, ha detto: “La cooperazione internazionale di sicurezza è indispensabile. Per sottolineare il rilievo politico di questo evento internazionale abbiamo voluto aprire l’81esima sessione dall’Assemblea generale con un vertice ministeriale, nel quale i massimi responsabili istituzionali della sicurezza possono incontrarsi ed esaminare i problemi di sicurezza più attuali e gli aspetti dell’attività di polizia di interesse comune”. “La lotta degli Stati contro la criminalità è complicata da una asimmetria ben nota: gli Stati sono limitati da giurisdizioni nazionali, i criminali no. E questa nell’attuale contesto di intensa globalizzazione non è una differenza di poco conto, perché la criminalità è abilissima a diffondersi al di là dei confini nazionali e a individuare, ovunque si presentino, opportunità di business e nuove tattiche per sfuggire all’azione delle forze di polizia”. E’ intervenuto anche il segretario generale dell'Interpol Ronald K. Noble ha detto: “Ogni anno, nel mondo, si combatte una vera e propria guerra non dichiarata, quella scatenata dalle diverse organizzazioni criminali, che lasciano sul terreno almeno 500 mila vittime innocenti”. Rivolgendosi agli oltre cento ministri degli Interni presenti nella Capitale e a oltre mille operatori delle polizie di tutti i continenti K. Noble ha ricordato che quella contro la criminalità è una vera e propria guerra che si sta alzando di livello. “Basti pensare che attualmente solo una su dieci delle vittime di violenze cade nei luoghi di conflitto armato e sui campi di battaglia, il resto tra le strade delle nostre città. E' un prezzo che non possiamo permetterci di pagare soprattutto se si nota che ad essere coinvolti sono sempre di più bambini innocentì”. Il segretario dell'Interpol ha, quindi, intravisto tra le novità della nuova lotta contro il crimine “la velocità con cui la violenza si diffonde e si globalizza”. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato al Segretario generale, Ronald Kenneth Noble, ai Ministri e alle autorità presenti, un messaggio augurale in cui sottolinea che  quella in svolgimento quest’anno in Italia, “si profila come una assise di particolare  importanza, indicativa dell’alto livello di credito raggiunto dall’organizzazione in  tutto il mondo, quale strumento fondamentale della cooperazione internazionale di  polizia. Grazie ad esso centinaia di Paesi concordemente perseguono, al di là delle  diversità di tradizioni giuridiche e politiche, il comune intento di contrastare il  crimine organizzato e di garantire una sempre maggiore affermazione della legalità.  Attraverso un lungo e non facile cammino, l’Interpol ha potuto, infatti, diffondere  in tutti i paesi aderenti, la consapevolezza di quanto il comune impegno sia per tutti  decisivo al fine di affrontare con successo le nuove minacce provenienti dai diversi fenomeni di criminalità organizzata transnazionale dei nostri tempi e rappresenti,  esso stesso, un potente strumento di giustizia e di pace”.  Anche il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha inviato un messaggio: “La lotta contro il crimine, in tutte le sue forme, è una priorità per tutti i governi che nel mondo globalizzato devono sempre più cooperare a livello internazionale per combattere terrorismo, crimine organizzato, tratta degli esseri umani”. Per il premier, si tratta di “fenomeni che travalicano i confini nazionali e, grazie alle interconnessioni tecnologiche, si manifestano con maggiore pervasività rispetto al passato”. Monti rimarca: “C’è quindi bisogno di risposte sempre più concrete per rendere sempre più efficace il contrasto a queste odiose forme di violenza”. 

in una foto ci sono tutti i Ministri  e nell'altra Rehman Malik che stringe la mano del segretario generale dell'Interpol Ronald K. Noble!

 

 

 

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Ricerca delle tribù perdute

​ Il libro non è propriamente un romanzo, però ha una storia romanzesca. Rimasto inedito per quasi quarant’anni, è riaffiorato grazie al fratello dell’autore, che ha pensato bene di spedirlo a un concorso per racconti. Pur non essendo premiato, il manoscritto ha riscosso l’interesse dei giurati, che si sono spesi per la pubblicazione. E così adesso, all’età di 78 anni, il pakistano Jamil Ahmad si trova nella condizione di tardivo e apprezzatissimo esordiente. Anche in Italia, dove il suo L’acqua più dolce del mondo è pubblicato da Bollati Boringhieri nella traduzione di Aurelia Martelli (pagine 164, euro 15,50). Non un romanzo, appunto, ma tante storie legate tra loro dalla presenza di Tor Baz, un personaggio che può sembrare una versione riveduta del Kim di Kipling: rimasto orfano da bambino, per il resto della vita si muove nella regione del cosiddetto Grande Gioco asiatico. Senza mai dare grande prova di eroismo e arrangiandosi al contrario con una varietà di stratagemmi. Nel frattempo (siamo tra gli anni Sessanta e i Settanta) l’area di confine tra Pakistan, Afghanistan e Iran è attraversata da trasformazioni profonde e le millenarie culture tribali stanno cedendo il passo a una modernità concitata e imperfetta. È il fenomeno di cui lo stesso Ahmad è stato testimone in quel periodo, durante il quale ha servito nella regione come funzionario governativo. «Nonostante tutto, avevo un po’ di tempo a disposizione e così provai a mettere a frutto il mio amore per la scrittura – racconta al telefono dalla sua casa di Islamabad –. A dire la verità avevo iniziato con la poesia, ma il risultato non era granché. Fu mia moglie a suggerirmi di provare a fissare sulla carta gli avvenimenti di cui ero testimone. È nato così il personaggio di Tor Baz, “il falco nero”, dietro le cui vicende picaresche si nasconde qualcosa che mi sta molto a cuore, e cioè la condizione di sopravvissuto». Jamil Ahmad è stato intervistato da un giornalista italiano e parlato del sistema tribale. Jamil ha espresso che le tribù nel mondo stanno sparendo perché sono considerate fuori dalla storia e arcaiche ma in realtà il sistema tribale era e è ancora attuale nelle diverse regioni del mondo. Dobbiamo cambiare il nostro modo di pensare e considerare la cultura dell'altro come ricchezza e non una minaccia.

 

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آخری تازہ کاری بوقت ہفتہ, 03 نومبر 2012 16:28

Concluso il corso di formazione in Pakistan

SKARDU, Pakistan — Si è concluso giovedì 18 ottobre il corso di formazione organizzato dal Comitato EvK2Cnr in collaborazione con l’Alpine Club of Pakistan, dedicato al personale del Concordia Rescue Team, il primo centro di Soccorso alpino del Karakorum. Il corso si è tenuto dall’8 al 18 ottobre tra Skardu, Kande ed Shigar, e ha coinvolto una dozzina di guide alpine provenienti da diverse vallate e scuole alpinistiche locali. Un’operazione molto importante per questo territorio ha sottolineato il Ministro dello Sviluppo della regione del Gilgit-Baltistan Raja Azam Khan, intervenuto alla cerimonia di chiusura che si è svolta giovedì scorso in Pakistan. Il corso è stato organizzato nell’ambito di Seed – Social, Economic and Environmental Development – un progetto promosso dal Comitato EvK2Cnr e dalla Karakorum International University e realizzato nel quadro dell’accordo della conversione del debito per lo sviluppo tra Italia e Pakistan. Docenti in cattedra sono stati Michele Cucchi e Maurizio Gallo, responsabile tecnico di EvK2Cnr per le attività in Pakistan. Le Guide Alpine italiane hanno condiviso con il personale locale conoscenza alpinistiche, di primo soccorso e di preparazione necessarie per diventare istruttori di Guide alpine. Hanno aiutato i partecipanti a sviluppare capacità alpinistiche, in salita, discese, sui traversi, nell’attraversamento dei crepacci con procedure di sicurezza. Soccorso, valutazione e comunicazione dell’emergenza sono stati inoltre parti essenziali del programma di formazione. Uno degli obiettivi fondamentali è stato quello di formare i partecipanti con le competenze e le conoscenze necessarie per rendere il personale in grado di fornire servizi sanitari di base ai turisti sui ghiacciai e montagne, in particolare nella zona del Circo Concordia, sul ghiacciaio del Baltoro. Il 18 ottobre poi si è svolta la cerimonia di chiusura del corso formativo, alla presenza del Ministro dello Sviluppo della regione del Gilgit-Baltistan Raja Azam Khan, di Akbar Tawan, capo del Pakistan Muslim League, dell’alpinista Hassan Sadpara e di Amjad Ali, in rappresentanza della Karakorum International University. Il Ministro ha lodato lo sforzo di EvK2Cnr nel sostenere la regione nel corso degli ultimi 20 anni, attraverso diversi progetti, tra cui Seed. Riferendosi nello specifico al corso di aggiornamento del Concordia Rescue Team, ha applaudito sia il Comitato EvK2Cnr sia l’Alpine Club of Pakistan per aver condotto il corso in una regione davvero importante per il Paese. Ha sottolineato inoltre come il progetto Seed stia contribuendo enormemente a portare un cambiamento in ambito sociale, economico e ambientale nella regione pakistana.Al corso hanno partecipato 11 persone selezionate dall’Alpine Club pakistano, da vari distretti e scuole alpinistiche della regione del Gilgit-Baltistan. Erano presenti Rozi Ali Ali, Ghulam Nabi Rustam e Ali Hassan Mahamad per il Comitato EvK2Cnr, Aziz Khan Shambi Khan Shamshall per la Samsall Mountain Guide, Shaber Raza Ghulam Raza Bagrote, studente del FAC, Muhammad Khan Ahmed per la Balti yul mountain school. Poi ancora Muhammad Iqbal Muhammad per  l’ Hussain Rescue, Ghulam Abbas Mohmmad per l’Emergency Rescue Service (1122) di Skardu, Ibrahim Khalil Ahmed per il KCP, Kazim Sadpara Ali Shar per l’ACP e Muhammad Shafi Muhammad Shafa per Sumayar. Tutti gli 11 allievi al termine dei 10 giorni di training hanno ricevuto una certificazione ufficiale.Nella foto la cerimonia e le bellezze del Pakistan.

 

 

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آخری تازہ کاری بوقت پیر, 29 اکتوبر 2012 20:01

Eid-al-Adha a Villa Taverna, David Thorne:"Eid Mubarak"


di Rema Naeem 
 
Ancora una volta insieme per festeggiare Eid al-Adha. Esatto. Come l’anno scorso anche quest’anno l’ambasciatore degli Stati Uniti, David Thorne, il 25 ottobre ha aperto le porte della sua bellissima villa alla comunità musulmana. Sicuramente qualcuno si ricorderà in cosa consiste Eid al-Adha ma apriamo comunque una brevissima parentesi sull’origine di questa ricorrenza. Eid al-Adha, conosciuta anche come la “Festa del Sacrificio” o “Grande Eid” è un giorno religioso molto importante, celebrato dai musulmani per commemorare la volontà di Hazrat Ibrahim (Abramo) di sacrificare il figlio Hazrat Ismail (Ismaele) come atto di obbedienza ad Allah. La festa di Eid al-Adha viene celebrata ogni anno nel decimo giorno del mese di Zilhajjah del calendario lunare islamico. I festeggiamenti iniziano dopo il pellegrinaggio, chiamato Hajj, il più grande raduno annuale del mondo. Nei giorni della “Grande Festa” i musulmani sacrificano, come Abramo, un animale che deve essere fisicamente integro ed adulto e può essere un ovino, un caprino o un bovino. Ma torniamo alla serata di gala.  L’incontro si è aperto con il discorso dell’ambasciatore il quale ha dato il benvenuto a tutti: “Sono onorato di ospitare ancora una volta un gruppo di ospiti illustri appartenenti alla comunità musulmana ed auguro a tutti i miei migliori auguri per Eid Al Adha, il giorno in cui i musulmani celebrano il periodo di pellegrinaggio e di sacrificio. Trovo che questa sia una storia istruttiva, condivisa da molte comunità di fede, e sento che è importante nella società di oggi, in cui si sacrificano così tante persone. Mi fa piacere che siano tutti qui con noi per una serata di amicizia e per condividere insieme un pasto in quella che è diventata una tradizione annuale a Villa Taverna. Grazie per essere qui. Eid Mubarak”. Per finire c'è stato un ricco buffet di cibo tradizionale. 
 
Nelle foto Il ambasciatore David Throne, l'ambasciatrice Tehmina Janjua, Reema Naeem.
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