Thursday, Apr 25th

Last update12:39:09 AM GMT

RSS

Lingua Italiana

LA LETTERATURA COME STRUMENTO DI PACE


 

di Rema Naeem

 

“Nel segno del rispetto per la diversità, della tolleranza e della mutua comprensione”. Questo il tema presente durante l’evento promosso da Fabrizio Panecaldo, consigliere del Comune di Roma, in collaborazione con l’Ambasciata del Pakistan,Jay Editore , Editoria Fuorilinea  e con il patrocinio del Dipartimento di Studi di Impresa Governo Filosofia dell’Università di Roma Tor Vergata, il 9 ottobre nella Sala del Carroccio al Campidoglio. Questa giornata è stata dedicata alla letteratura pakistana ed ai suoi più celebri rappresentati: Saadat Hasan Manto, Parveen Shakir e Mazhar ul Islam, tre fra i maggiori scrittori in quella che è oggi la lingua più diffusa in Pakistan e nell’India del nord. Apriamo una breve parentesi sull’origine della lingua urdu. Sviluppatosi, sotto l’influenza islamica a partire dal XIII secolo, l’urdu è il risultato della composita realtà etnica e linguistica che caratterizza questa area geografica, diventandone quindi la lingua franca. Urdu, infatti, significa “accampamento”. Si tratta, come per tutte le koinè linguistiche, di un registro che per sua intrinseca natura contribuisce a consolidare e intensificare il dialogo fra le culture, rafforzando al contempo il rispetto etico per la diversità e la mutua comprensione, da sempre le migliori garanzie di pace e di sicurezza. La letteratura, quindi, come mezzo di avvicinamento fra popoli e culture diverse, tanto più significativo perché proveniente da una regione che continua a sopportare il peso di conflitti irrisolti del passato. Chiudiamo la parentesi e torniamo all’evento al quale erano presenti non solo il consigliere Panecaldo e l’ambasciatrice, ma anche la Dr.ssa Maria Concetta Cassata,

in rappresentanza del Centro per il libro e la lettura, l’ente omologo presso il ministero dei beni culturali; il presidente della Iqbal Foundation Europe, professor Vito Salierno; il dott. Ejaz Ahmed, mediatore culturale; Sabrina Lei, direttrice di Jay Editore, che si occupa di divulgare in lingua italiana temi e testi legati alla cultura islamica; Franco I. Esposito-Soekardi e l’attore Gabriele Linari. A fare da moderatore è stato il prof. Piero Vereni, docente di Antropologia Culturale presso l’Università “Tor Vergata” di Roma. La prima a fare il discorso è stata l’ambasciatrice del Pakistan, Tehmina Janjua, che ha dato il benvenuto a tutti ed ha introdotto la giornata. La parola è passata al professor Salierno che ha dichiarato: “La letteratura moderna urdu non brilla per quantità ma per qualità”. Salierno ha continuato dicendo che: “Nel campo della poesia ci sono tre autori di grande importanza. Il primo, sia da un punto di vista cronologico e sia per il suo elevato standard internazionale, è Allama Muhammad Iqbal (1877-1938) conosciuto in Italia a partire dagli anni Trenta, in quanto è venuto a Roma per una conferenza presso l'Accademia d'Italia il 27 novembre 1931. Il secondo è stato Faiz Ahmed Faiz (1910-1984). La sua poesia è di altissima qualità, dotata di amore per i poveri e chi non ha voce, ma al tempo stesso pieno di toni romantici. Infine, il terzo è il poeta contemporaneo Amjad Islam Amjad, molto noto in Pakistan in quanto autore di dodici libri di poesia. La sua poesia può essere riassunto dal titolo del suo primo libro 'Barzakh', pubblicato nel 1974. Viene tradotto con 'Intervallo'. Con questo termine si intende il tempo che intercorre tra la morte e il giorno del giudizio”. La parola è passata anche al mediatore culturale, Ejaz Ahmed, il quale ha spiegato la differenza tra arabo e l’urdu, e ci ha parlato di Saadat Hasan Manto. Questo scrittore morì 42 anni a causa dei devastanti effetti dell’alcol. Iniziò la sua carriera letteraria traducendo le opere di Victor Hugo, Oscar Wilde, Anton Checov e altri grandi maestri del racconto. Ejaz Ahmed ha concluso il suo discorso dicendo che “cercheremo di costruire un ponte tra Italia e Pakistan”. A seguire Gabriele Linari e la sua compagnia teatrale hanno rappresentato “Il cane di Titwal”, un racconto di Saadat Hasan Manto. A concludere è stata Sabrina Lei che ci ha parlato di Parveen Shakir ed ha commentato il libro di Mazhar Ul Islam “La stagione dell’amore, delle mandorle amare e delle piogge tarde”. Una collezione di visioni poetiche intrise di realismo, d’immagini oniriche incastrate al vissuto quotidiano. Trentacinque racconti brevi che nella loro scorrevole leggibilità hanno una profondità di senso notevole.

altalt

Joomla Templates and Joomla Extensions by ZooTemplate.Com

IL SECONDO SCUDETTO

Di Waseem Asghar

5 Ottobre 2012  L’appuntamento è con la storia. Alle Ghiaie arriva la società più antica e ricca di tradizionedello sport italiano e il Trentino si laurea campione d’Italia per la seconda volta consecutiva. Un successo che non ha  più il sapore forte e intenso della grande impresa, assaporato solo un anno fa, ma il gusto pieno e maturo che hanno soltanto i risultati costruiti con un progetto solido e concreto, che ha saputo rafforzarsi con il tempo, attraverso quella volontà ostinata e caparbia che nelle ultime stagioni ha spinto la società trentina a fare di necessità virtù, ad investire con convinzione su settore giovanile e integrazione. Risorse essenziali per pensare al futuro di questa disciplina, tenacemente aggrappata alle sue tradizioni eppure in continua, inarrestabile evoluzione, prossima a fare il suo ingresso ai Giochi Olimpici. I risultati hanno premiato le scelte, quarto posto nel 2009, terzo nel 2010, anno nel quale l’under 19 ha conquistato uno scudetto di categoria carico di promesse future. Molti dei ragazzi che oggi vestono la maglia gialloblù sono i figli di un Trentino nuovo, alcuni italianissimi a tutti gli effetti, come nel caso dei fratelli Asghar, il più giovane Waqas, tre estati fa ha conquistato con la nazionale azzurra uno storico titolo europeo under 15, quest’anno è tornato giusto in tempo per dare il suo contributo dopo aver sfruttato una borsa di studio per fare tanta bella esperienza in Inghilterra, patria indiscussa di questo sport. La maggior parte parla un misto di urdu e di trentino e arriva da città assolate del Pakistan, come Gujrat, Rawalpindi o Lahore, dove il cricket non è semplicemente un gioco ma una religione. Gli innesti sono stati pochi ma azzeccatissimi, un anno fa sono stati ingaggiati dai Lions Brescia il 28enne Mohammed Rizwan, battitore di straordinarie qualità, e il 37enne Attieq Anwar. Altro elemento di origine pakistana, un talento fuori dal comune e tanta esperienza ad alto livello. Attieq è arrivato in Trentino solo due anni fa, da Sialkot, città del Punjab ai confini con l’India, dove aveva cominciato a giocare nella stessa squadra dell’attuale capitano della nazionale pakistana Shoaib Malik, zone di guerra, di conflitti drammatici e irrisolti. Ottenuto un permesso per motivi umanitari Anwar è stato subito acchiappato dal Trentino Cricket, qui ha trovato un ambiente ideale per mettere in bella mostra le immense qualità. Il blocco della squadra campione d’Italia è stato confermato in blocco, e irrobustito con un solo innesto, quello particolarmente indovinato di Mohammad Imran, anche lui ex Lions Brescia, lanciatore dalla velocità devastante. Ma i successi del Trentino portano anche un’altra firma quella del discusso Alaud Din, uno dei leader della nazionale azzurra, pienamente recuperato dopo qualche stagione tormentata da incomprensioni e malanni fisici. Attorno al carisma di Alaud si è compattato il giovanissimo gruppo trentino, una squadra affiatata e determinata che ha saputo assorbire senza troppi traumi l’unico passaggio a vuoto accusato in un campionato dominato con un piglio estremamente autorevole. Le due uniche sconfitte maturate con Pianoro e Bologna, non hanno segnato lo spogliatoio, il Trentino ha recuperato giusto in tempo fiducia e sicurezza per piazzare l’allungo decisivo a due turni dal termine dalla conclusione della stagione regolare. E con il Genoa nessuno ha tradito, tutti hanno dato il massimo: “Ci tenevamo troppo a questo secondo scudetto – spiega lo skipper gialloblù Alaud Din, che ha guidato in maniera impeccabile i compagni anche nella sfida con i rossoblu liguri.

LA PARTITA- Nessuna esitazione, nessuna incertezza davanti al traguardo più atteso. Il Trentino Cricket non tradisce nel momento della verità spazzando via insieme al Genoa anche gli ultimi dubbi che lo separavano dal suo secondo straordinario scudetto, un anno esatto dopo il primo trionfo. Un titolo annunciato, perché se quello del 2011 poteva considerarsi un successo quasi imprevedibile, maturato con un clamoroso exploit nei play off, questo ha un rilievo e un significato ben diversi e arriva al termine di una stagione dominata quasi ininterrottamente, dalla prima all’ultima partita, con convinzione e grande personalità. Per festeggiare serviva una vittoria con il Genoa, una squadra che poteva spaventare i trentini solo con il suo blasone ricco di storia, non certo con il suo modesto spessore, e la vittoria è arrivata insieme ad una prestazione maiuscola sotto tutti i punti di vista. Una gara facile solo all’apparenza, interpretata con la massima concentrazione dai gialloblù che hanno aperto il confronto in battuta, giocando senza fretta e con molto giudizio. Almeno sino alla partnership felice tra due giocatori di grande solidità e talento come Mohammed Rizwan, autore di un sontuoso inning da 70 punti, e di Fida Hussain, capace di mettere a segno a sua volta 56 punti, il connubio che cambiava brutalmente volto alla sfida consentendo al Trentino di spingere con decisione il piede sull’acceleratore e di prendere il largo nel tabellone. L’ingresso di Mudashar Ilyas (40 punti) puntellava a dovere la fase d’attacco trentina che con una buona prova corale riusciva ad issarsi a quota 283. Una montagna impervia da scalare per i genoani, fiaccati dalle quasi tre ore trascorse sotto il torrido sole delle Ghiaie. A frustrare le timide velleità ospiti provvedevano in ogni caso la precisione e la velocità al lancio di Alaud Din (4 eliminazioni) e Imran (3 out) che demolivano quasi da soli l’inning battitorio dei grifoni. L’orgoglio dei giovani Rodrigo e Sachin consentiva ai rossoblù di restare comunque in campo tenacemente sino allo scoccare della sesta ora di gioco ma non evitava una sconfitta netta nel punteggio quanto nella sostanza. Una festa ritardata ma non per questo meno bella.

TRENTINO – GENOA 283 – 86

TRENTINO: Alaud; Fida; Bhatti; Anwar; Waqas Asghar; Rizwan; Ilyas; Imran; Ahmed; Naveed; Khan; Waseem Asghar.

alt

alt

Joomla Templates and Joomla Extensions by ZooTemplate.Com

آخری تازہ کاری بوقت جمعہ, 05 اکتوبر 2012 19:20

INVITO

 

GIORNATA DELLA LETTERATURA URDU AL CAMPIDOGLIO

 “Nel segno del rispetto per la diversità, della tolleranza e della mutua comprensione”

(Sala del Carroccio – 9 ottobre, ore 17.30-20.30)

 

 

 

Siamo lieti di annunciarvi la Giornata delle letteratura urdu che si svolgerà presso la Sala del Carroccio in Campidoglio il prossimo 9 ottobre alle ore 17:30.

 

In collaborazione con l’Ambasciata del Pakistan e Jay Editore, e con il patrocinio del Dipartimento di Studi di Impresa Governo Filosofia dell’Università di Roma Tor Vergata, l’evento, promosso da Fabrizio Panecaldo, consigliere del Comune di Roma,verterà sull’opera di Saadat Hasan Manto, Parveen Shakir eMazhar ul Islam, tre fra i maggiori scrittori in quella che è oggi la lingua più diffusa in Pakistan e nell’India del nord.

 

Sviluppatosi, sotto l’influenza islamica a partire dal XIII secolo, l’urdu è il risultato della composita realtà etnica e linguistica che caratterizza questa area geografica, diventandone quindi la lingua franca. Urdu, infatti, significa “accampamento”.

 

Si tratta, come per tutte le koinè linguistiche, di un registro che per sua intrinseca natura contribuisce aconsolidare e intensificare il dialogo fra le culture, rafforzando al contempo il rispetto etico per la diversità e la mutua comprensione– da sempre le migliori garanzie di pace e di sicurezza.

 

La letteratura, quindi, come mezzo di avvicinamento fra popoli e culture diverse, tanto più significativo perché proveniente da una regione che continua a sopportare il peso di conflitti irrisolti del passato.

 

Il tema della letteratura come strumento di pace e di comprensione si avvarrà del contributo del presidente della Pakistan Book Foundation, l’ente governativo per la promozione del libro e della lettura,  Mazhar ul Islam, il cui romanzo La stagione dell’amore, delle mandorle amare e delle piogge tarde verrà presentato nel corso dell’evento. Insieme a lui parteciperà la dott.ssa Maria Concetta Cassata, in rappresentanza del Centro per il libro e la lettura, l’ente omologo presso il ministero dei beni culturali.

 

Parteciperanno S.E. dott.ssa Tehmina Janjua, ambasciatore plenipotenziario del Pakistan; Mazhar ul Islam, direttore della Pakistan Book Foundation; Maria Concetta Cassata, dirigente del servizio per il diritto d'autore del Ministero per i beni e le attività culturali; prof. Piero Vereni, docente di Antropologia Culturale presso l’Università “Tor Vergata” di Roma; dott. Ejaz Ahmad, mediatore culturale; Gabriele Linari, attore.

 

Saranno presenti i curatori delle opere presentate Sabrina Lei, Abdul Latif, Franco I. Esposito-Soekardi

Bozza di programma per

La Giornata della Letteratura Urdu

Nel segno del rispetto per la diversità, della tolleranza e della mutua comprensione

(Sala del Carroccio, Campidoglio, 9 ottobre 2012; 17.30-20.30 PM)

 

L’evento sarà moderato dal Prof. Piero Vereni del Dipartimento degli Studi di Impresa Governo Filosofia dell’Università di Roma Tor Vergata.

 

PARTE ISTITUZIONALE

  • Presentazione di Prof. Piero Vereni
  • Saluti di benvenuto del promotore dell’evento on. Frabrizio Panecaldo, consigliere del Comune di Roma                                                                                                   (5 min.)
  • Discorso di apertura di H.E. Tehmina Janjua, Ambasciatore del Pakistan     (5 min.)
  • Intervento di Mazhar ul Islam, direttore della Pakistan Book Foundation sullo stato della letteratura urdu in Pakistan                                                                                             (15 min.)
  • Intervento di Maria Concetta Cassata del Ministero dei Beni Culturali in rappresentanza Centro del Libro                                                                                                (15 min.)

 

PARTE LETTERARIA

  • Introduzione generale del Prof. Piero Vereni                                                 (10 min.)
  • Saadat Hasan Manto, introduzione di Ejaz Ahmad che parlerà anche della diffusione dell’urdu in Italia                                                                                                       (10 min.)
  • “Il cane di Titwal” di Saadat Hasan Manto,mise en parole della compagnia teatrale di Gabriele Linari                                                                                                      (20 min.)
  • Franco Esposito, un breve commento al racconto intitolato “L’ultimo saluto” di Saadat Hasan Manto                                                                                                                     (5 min.)
  • Introduzione all’opera di Parveen Shakir e Mazhar ul Islam di Sabrina Lei(25 min.)
  • Mazhar ul Islamparla del suo libro, La stagione dell’amore, delle mandorle e delle piogge trade, tradotto in italiano per la prima volta                                                                    (15 min.)         

 

           Totale            125 min.

 

Prevediamo un evento dalla durata complessiva di circa 160 minuti (con accompagnamento musicale e interpretazione consecutiva.

 

Joomla Templates and Joomla Extensions by ZooTemplate.Com

ISLAM, PROTESTA A ROMA: "BANDIRE FILM IN ITALIA"

 

di Rema Naeem

 

 

S’infiamma la tensione durante il venerdì di preghiera islamico. Continuano le proteste dei musulmani contro il film blasfemico prodotto in America e le vignette satiriche su Maometto pubblicate dal settimanale Charlie Hebdo. Ormai quasi “tutto” il mondo islamico è in rivolta. Anche Roma ha protestatocontro il film provocatorio ‘Innocenza islamica’ che ha attaccato duramente una fede con l’intento di provocare scompiglio tra la convivenza fra fedi diverse”. Ecco lo slogan: “Attaccare i Profeti non significa ‘libertà di parola o di stampa, attaccare una comunità specifica non significa ‘libertà di arte’, attaccare una fede non significa ‘libertà di parola o di opinione’, attaccare dentro i cuori dei fedeli non significa ‘Libertà della filosofia’”. I manifestanti chiedono al Governo “di bandire il film contro Maometto su internet in tutta Italia entro 24 ore”. Due delegazioni ha raccolto firme che hanno intenzione di portare all’ Ambasciata Americana e al Quirinale “per chiedere loro intervento contro gli attacchi alle religione”. Ad organizzare il tutto è stata l’associazione Dhuumcatu in piazza della Repubblica.Nelle foto la manifestazione .  21/09/2012

altalt

Joomla Templates and Joomla Extensions by ZooTemplate.Com

ISLAM E OCCIDENTE

 

Un rancore pilotato

Vignette, film blasfemi: l'ombra di una regìa che spinge allo scontro violento

alt

Proseguono le proteste violente nel mondo islamico dopo il film Usa “The innocence of muslims” diffuso su Youtube e le vignette blasfeme pubblicate su un giornale satirico francese. In Pakistan ieri sono rimaste ferite una quarantina di persone durante una manifestazione studentesca nella zona delle ambasciate. Il governo pakistano ha proclamato per oggi “una giornata speciale d’amore per il profeta Maometto” e ha sospeso i servizi di telefonia mobile in 15 città per paura di incidenti. Si prevede che milioni di fedeli partecipino a manifestazioni e preghiere. Per rasserenare gli animi gli Stati Uniti hanno comprato spazi pubblicitari su tv pakistane per diffondere spot che mostrano il presidente Barack Obama che condanna il film anti-islamico. Intanto, però, molte sedi diplomatiche americane e francesi sono state chiuse. Patrizia Caiffa, per il Sir, ne ha parlato con Ejaz Ahmad, da 20 anni in Italia, direttore della rivista dei pakistani in Italia “Azad” (www.azad.it) e mediatore culturale con il Forum intercultura Caritas.

Cosa ha ferito maggiormente i musulmani?
“Ricordiamo che nell’Islam è proibita qualsiasi immagine di Maometto, perfino nelle moschee. Poi c’è un culto della persona di Maometto molto forte, soprattutto tra i sunniti, che nei loro canti lodano in continuazione Maometto. Per cui i musulmani soffrono due volte: per la profanazione dell’immagine e per la presa in giro. Anche molti musulmani moderati si sono irritati per le vignette. A volte non conta nemmeno la cultura. A Islamabad giorni fa cinquemila avvocati sono andati a rompere i cancelli dell’ambasciata Usa. Il problema è che il mondo islamico considera l’Occidente come un nemico. Si può criticare l’Islam, ma con i modi giusti, senza offendere”.

È giusto protestare contro l’offesa e la provocazione. Ma perché tanta violenza?
“Il problema tra il mondo occidentale e orientale è che in Occidente si è molto sviluppato il concetto di laicismo, grazie a un processo che ha portato democrazia, diritti e una maggiore libertà di stampa. Nella storia ci sono state le crociate, poi il colonialismo. Oggi molto rancore è dovuto alle guerre degli Usa in Iraq e in Afghanistan, alla questione palestinese. Quando vent’anni fa ho lasciato il Pakistan non c’era un’identità religiosa molto forte. Poi, con il fallimento delle dittature e del colonialismo l’identità religiosa islamica si è rafforzata. È stata una risposta al passato, identificando tutto ciò che viene dall’Occidente come un male. Poi c’è tanta ignoranza e disoccupazione (il 90%), che favoriscono la diffusione dell’estremismo. Se dico a un giovane pakistano disoccupato di non frequentare i luoghi dove si insegna il fondamentalismo, mi risponde: ‘Almeno nelle madrasse posso studiare e ho da mangiare’. I poteri forti, le grandi potenze, usano i fondamentalisti per raggiungere i loro obiettivi”.

Quindi lo scenario è preoccupante?
“Sì, io sono molto preoccupato. Se qualche fondamentalista fa un’azione e le ambasciate chiudono vuol dire che c’è una guerra in atto. È una faccenda molto più seria delle vignette danesi o dei versetti satanici di Rushdie. Lo scenario attuale mi dice che le distanze stanno aumentando, distruggendo anni di fatica nel dialogo e nell’intercultura. C’è troppa poca conoscenza del mondo orientale da parte dell’Occidente e viceversa. E in queste situazioni a pagare sono sempre le minoranze, gli innocenti: i 3 milioni di cristiani in Pakistan, il personale delle ambasciate, gli uomini di affari”.

Potrebbe esserci una strategia dietro la diffusione del video?
“Anche a me è venuto il dubbio, perché questo video è stato fatto in maniera estremamente semplice, è corto, quindi facile da capire e da diffondere su Youtube. Ho la sensazione che qualcuno, sapendo che i musulmani hanno una reazione molto forte su questi temi, stia cercando di creare una spaccatura profonda tra mondo occidentale e orientale. Forse ci sono poteri forti, multinazionali o governi, che pensano sia arrivato il momento giusto per creare un nuovo scontro di civiltà tra due mondi lontani. E forse ci sono anche interessi economici”.

Quindi ci sono poche speranze anche per le “primavere arabe”?
“Nelle primavere arabe stanno vincendo ovunque i partiti islamici, questo mi preoccupa. I politici e gli esperti occidentali li hanno accettati con molto favore. Ma loro sono molto preparati e molto furbi. In Tunisia, ad esempio, hanno già cominciato a togliere i diritti alle donne e a istituire una sorta di legge contro la blasfemia. E arrivano tanti soldi per la costruzione delle moschee”.

Cosa accade in Pakistan? I 3 milioni di cristiani temono ritorsioni…
“In Pakistan anche le forze moderate hanno paura, perché l’onda fondamentalista è grande. Però c’è un cambiamento in atto: si sta cercando di aumentare i seggi delle donne e delle minoranze in Parlamento. È la prima volta nella storia della legge sulla blasfemia, che vengono arrestati i veri responsabili, ossia l’imam che ha accusato ingiustamente Rimsha di aver bruciato le pagine del Corano. Dietro questa storia, come spesso accade, c’erano degli interessi. Hanno usato Rimsha per cacciare i cristiani da quelle terre, perché volevano fare un progetto per costruire delle ville per ricchi”.

E i pakistani in Italia come reagiscono?
“Anche i pakistani in Italia vorrebbero organizzare qualche manifestazione, però non si muovono perché hanno paura di essere accusati di fondamentalismo. Anche noi siamo una minoranza, per cui si ha sempre più timore di vivere in un mondo in cui la convivenza è in pericolo e rischiano di aumentare i pregiudizi”.

 

Joomla Templates and Joomla Extensions by ZooTemplate.Com

آخری تازہ کاری بوقت پیر, 24 ستمبر 2012 09:05